Disco Bar Baraonda
Interiors
Baraonda è stato un disco bar di Fano, inaugurato nella seconda metà degli anni ’90: un locale notturno, aperto fino a tarda sera, dove musica, drink e aperitivi si fondevano in un’atmosfera dichiaratamente underground. Nato dall’iniziativa di un gruppo di giovani imprenditori, il progetto ha beneficiato di una libertà creativa assoluta. L’obiettivo non era seguire mode o stili codificati, ma dare vita a uno spazio istintivo, caotico e volutamente fuori dagli schemi, in linea con il nome scelto dai committenti.
La palette materica e visiva sfidava ogni convenzione. Per il pavimento sono stati utilizzati materiali normalmente impiegati per casse da imballaggio e divisori da cantiere, destinati a rovinarsi rapidamente – un effetto accettato e anzi ricercato, parte integrante dell’identità del luogo. Le pareti ospitavano grandi manifesti incollati direttamente sul muro con colla da affissione, riproduzioni di fumetti ideati da Italo Campagnoli che narravano la vita notturna di un personaggio immaginario.
Il bancone, curvo e scenografico, era rivestito da vere lattine schiacciate, inchiodate a mano, mentre un soppalco industriale ampliava lo spazio. Sopra il banco, dei monitor proiettavano video musicali, alimentando un linguaggio visivo tipico dell’epoca pre-digitale. A completare la scenografia, borchie originali di auto d’epoca recuperate da demolitori e affisse alle pareti donavano un tocco ironico e inatteso.
Anche nella veranda esterna ogni elemento d’arredo portava una firma unica: colonne e piani dei tavoli in lamiera zincata, abbinata a ceppi di tronco grezzo; sedie commerciali dipinte a mano con macchie “mucca”; un tronco trasformato in supporto per un televisore incorniciato in lamiera; sagome adesive nelle vetrine per simulare la folla all’interno.
Baraonda è stato un progetto vissuto e costruito passo passo, in cui l’improvvisazione e l’uso creativo di materiali grezzi hanno definito uno spazio fortemente identitario. Un locale piccolo – circa 120 m² – ma capace di lasciare un segno nella memoria della città, simbolo di un momento storico in cui il design dei locali notturni era terreno fertile per sperimentazioni libere e radicali.
